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venerdì 12 settembre 2008

Alphard la testa dell'Idra




Alphard (α Hya / α Hydrae / Alpha Hydrae) è la stella più luminosa della costellazione dell'Idra; ha una magnitudine apparente di +1.98 ed è una gigante arancione. Dista 177 anni luce dalla Terra.
Il suo nome deriva dall' arabo e significa "La solitaria", infatti la stella è collocata in una regione celeste abbastanza vuota, infatti per trovare una stella più luminosa nelle vicinanze bisogna spostarci fino a Regolo nel Leone.
Alphard è uno degli astri che potrebbe essere una stella variabile infatti è stata catalogata nel New Catalog of Suspected Variable Stars, ma finora non è possibile precisarne la natura. Ha una stella compagna di magnitudine apparente +9.5 che però non ha alcun legame con la stella arancione.

mercoledì 10 settembre 2008

Polluce la stella arancione


Polluce (β Geminorum, in latino Pollux), che si trova a sud-est di Castore (α Geminorum), è una stella gigante di colore arancione che dista 33,7 anni luce dalla Terra. Ha un diametro che è circa dieci volte maggiore di quello del Sole, ed è trenta volte più luminosa, mentre la sua temperatura superficiale è di poco inferiore ad esso.
Anche se, solitamente, le lettere greche della nomenclatura di Bayer vengono assegnate in base alla luminosità, partendo da α e proseguendo man mano che essa diminuisce, nel caso di Polluce, la cui lettera identificatrice farebbe pensare a un "secondo posto", non è così. Polluce è infatti la stella più brillante della costellazione, e la diciassettesima stella in ordine di luminosità, mentre Castore è ventitreesima. Per spiegare questa discrepanza, ammesso che non si tratti di un semplice errore nell'assegnazione iniziale delle lettere, si è ipotizzato che una delle due stelle abbia cambiato la propria luminosità negli ultimi secoli, ma non si ha alcuna prova certa a sostegno dell'una o dell'altra ipotesi.

Arturo la gigante arancione




Arturo o Arcturus (Alpha Boötis), è la quarta stella più brillante del cielo, con una magnitudine di -0,04. È una stella gigante rossa, di tipo spettrale K1 IIIpe. Le lettere p ed e stanno rispettivamente per peculiare ed emissione, indicanti cioè che lo spettro elettromagnetico della luce emessa dalla stella è inusuale e pieno di linee di emissione. In realtà non sono caratteristiche strane per una gigante rossa, ma Arturo è un caso particolarmente strano. Arturo ha una luminosità 110 volte superiore a quella del Sole, ma questo numero è sottostimato perché buona parte della luce emessa dalla stella è nell'infrarosso. Tenendo conto anche di questo, Arturo è 180 volte più luminoso del Sole.
Arturo è una stella dell'emisfero boreale: può essere osservata con facilità nei mesi da fabbraio a settembre, dall'emisfero nord, e per un periodo poco più breve da quello meridionale; la sua posizione, a meno di 20° dall'equatore celeste, fa sì che la stella sia ben osservabile in pratica da tutte le aree abitate della Terra.
Visivamente si distingue per il suo colore arancione, molto vivo; si rintraccia con estrema facilità, prolungando la curvatura indicata dal timone del Grande Carro verso sud. Arturo corrisponde inoltre alla base di un grande asterismo a forma di lettera "Y" maiuscola, le cui componenti sono, oltre a questa stella, ε Bootis, α Coronae Borealis e γ Bootis.
Secondo le recenti osservazioni del satellite Hipparcos, Arturo è distante 36,7 anni luce (corrispondenti a 11,3 parsec), cioè è una stella piuttosto vicina; che Arturo fosse molto vicina era in realtà già noto, grazie alle misure di parallasse effettuate da Terra e grazie al fatto che possiede anche un notevole moto proprio, in direzione della Vergine. Le osservazioni del satellite ci hanno anche fornito due dati prima sconosciuti. Per prima cosa, si è trovato che Arturo è lievemente variabile, cambiando luminosità di 0,04 magnitudini in un periodo di 8,3 giorni. Si pensa che la superficie della stella oscilli lievemente, una caratteristica comune nelle giganti rosse. Nel caso di Arturo, il fatto interessante è che si sa già che più rossa è una gigante, più variabile sarà (i casi estremi come Mira variano di decine di volte la propria luminosità nell'arco di alcuni mesi). Arturo non è molto rossa, e si colloca proprio sul confine tra la variabilità e la stabilità.
Hipparcos ha inoltre suggerito che Arturo sia una stella binaria, con una compagna circa venti volte più debole della primaria, e orbitante attorno ad essa così da vicino da porsi ai limiti della nostra capacità di rilevarla. Tuttavia, studi più recenti tendono a favorire l'ipotesi che sia una stella singola.