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domenica 21 settembre 2008

Ain, la gigante del Toro


Ain (o Epsilon Tauri; ε Tau / ε Tauri) è una stella gigante arancione situata nella costellazione del Toro, membro dell'ammasso aperto delle Iadi. Il nome Ain deriva dall'arabo عين (in latino Oculus Borealis) che significa occhio, in quanto costituisce l'occhio del toro celeste; il nome indica dunque la posizione dell'astro nella costellazione. Un altro nome tradizionalmente dato alla stella è Coronis (in greco Κορωνις), che è il nome di una delle sette Iadi mitologiche, Coronide.
Ain è una stella di classe spettrale K0 ed ha una magnitudine apparente di +3,6. Posta a circa 155 anni luce dal Sistema solare, ha una luminosità 90 superiore a quella del Sole ed un raggio 13 volte quello solare, mentre ha una temperatura superficiale di circa 4925 kelvin. Possiede una compagna orbitale di undicesima magnitudine posta a 182 secondi d'arco dalla componente primaria.
Poiché ε Tauri è posta nei pressi del piano dell'eclittica, talvolta è soggetto di occultazioni da parte della Luna e (molto raramente) da parte dei pianeti del Sistema solare.
Nel 2007 è stato scoperto in orbita attorno alla stella un massiccio pianeta extrasolare. Il pianeta orbita attorno alla stella ogni 1,6 anni secondo una traiettoria piuttosto eccentrica. All'epoca della scoperta era l'unico pianeta conosciuto all'interno di un ammasso aperto. Ain, che ha una massa 2,7 volte quella del Sole, è inoltre la stella più massiccia ad ospitare un pianeta. Gli astronomi ritengono che la stella, quando si trovava nella sua sequenza principale, fosse una nana di classe spettrale A.

giovedì 18 settembre 2008

Iota Draconis, la gigante arancione e il suo pianeta.






Iota Draconis (ι Dra) è una stella che dista 103 anni luce dalla Terra nella costellazione del Dragone. È anche conosciuta con il suo nome tradizionale Edasich.
Iota Draconis è una gigante arancione, tipo spettrale K2 III.Ha una massa pari a 1,02 masse solari e un raggio di 13,5 volte il Sole.La sua magnitudine apparente è 3,31 .
Ad oggi attorno alla stella è noto un solo pianeta extrasolare: Iota Draconis b.Scoperto nel 2001 il pianeta ha una massa minima almeno 8 volte quella di Giove. Orbita la propria stella a una distanza di 1,25 UA impiegando poco meno di un anno e mezzo per compiere una rivoluzione completa.
Segue un prospetto dei componenti del sistema planetario di Iota Draconis, in ordine di distanza dalla stella.

mercoledì 17 settembre 2008

Rasalas, la grande gigante arancione.


Rasalas (μ Leo / μ Leonis / Mu Leonis) è una stella di magnitudine apparente +3,88 situata nella costellazione del Leone a 133 anni luce dal Sistema solare. Posta nella parte superiore della testa del Leone, deve il suo nome alla parola araba che indica precisamente la sua posizione nella costellazione. Possiede anche i nomi tradizionali di Rasalased (o Ras Elased) Borealis - l'aggettivo Borealis, che in latino significa settentrionale, è stato introdotto per distinguere la stella da Ras Elased Australis, la vicina epsilon - e Alshemali.
Rasalas è una stella gigante arancione di classe spettrale K3 III, con una luminosità 65 volte maggiore di quella del Sole ed una massa di 1,5-1,7 masse solari. A differenza delle altre giganti arancioni, in cui è già iniziata la fusione dell'elio in carbonio, Rasalas si trova in uno stadio evolutivo ancora precoce, in cui il nucleo di elio è ancora in fase di contrazione; si ritiene perciò che nei prossimi milioni di anni andrà incontro ad un progressivo aumento della propria luminosità.
Degna di nota è l'elevata metallicità della stella, superiore del 70% a quella del Sole; per questo motivo gli astronomi ritengono che la nube molecolare da cui essa si è formata avesse un'elevata concentrazione di metalli.

mercoledì 10 settembre 2008

Arturo la gigante arancione




Arturo o Arcturus (Alpha Boötis), è la quarta stella più brillante del cielo, con una magnitudine di -0,04. È una stella gigante rossa, di tipo spettrale K1 IIIpe. Le lettere p ed e stanno rispettivamente per peculiare ed emissione, indicanti cioè che lo spettro elettromagnetico della luce emessa dalla stella è inusuale e pieno di linee di emissione. In realtà non sono caratteristiche strane per una gigante rossa, ma Arturo è un caso particolarmente strano. Arturo ha una luminosità 110 volte superiore a quella del Sole, ma questo numero è sottostimato perché buona parte della luce emessa dalla stella è nell'infrarosso. Tenendo conto anche di questo, Arturo è 180 volte più luminoso del Sole.
Arturo è una stella dell'emisfero boreale: può essere osservata con facilità nei mesi da fabbraio a settembre, dall'emisfero nord, e per un periodo poco più breve da quello meridionale; la sua posizione, a meno di 20° dall'equatore celeste, fa sì che la stella sia ben osservabile in pratica da tutte le aree abitate della Terra.
Visivamente si distingue per il suo colore arancione, molto vivo; si rintraccia con estrema facilità, prolungando la curvatura indicata dal timone del Grande Carro verso sud. Arturo corrisponde inoltre alla base di un grande asterismo a forma di lettera "Y" maiuscola, le cui componenti sono, oltre a questa stella, ε Bootis, α Coronae Borealis e γ Bootis.
Secondo le recenti osservazioni del satellite Hipparcos, Arturo è distante 36,7 anni luce (corrispondenti a 11,3 parsec), cioè è una stella piuttosto vicina; che Arturo fosse molto vicina era in realtà già noto, grazie alle misure di parallasse effettuate da Terra e grazie al fatto che possiede anche un notevole moto proprio, in direzione della Vergine. Le osservazioni del satellite ci hanno anche fornito due dati prima sconosciuti. Per prima cosa, si è trovato che Arturo è lievemente variabile, cambiando luminosità di 0,04 magnitudini in un periodo di 8,3 giorni. Si pensa che la superficie della stella oscilli lievemente, una caratteristica comune nelle giganti rosse. Nel caso di Arturo, il fatto interessante è che si sa già che più rossa è una gigante, più variabile sarà (i casi estremi come Mira variano di decine di volte la propria luminosità nell'arco di alcuni mesi). Arturo non è molto rossa, e si colloca proprio sul confine tra la variabilità e la stabilità.
Hipparcos ha inoltre suggerito che Arturo sia una stella binaria, con una compagna circa venti volte più debole della primaria, e orbitante attorno ad essa così da vicino da porsi ai limiti della nostra capacità di rilevarla. Tuttavia, studi più recenti tendono a favorire l'ipotesi che sia una stella singola.